Sono le 2 e 51 di mattina. Location: il mio letto. Dovrei essere stravolto... Invece la stanchezza mi gioca un brutto scherzo. Ho i nervi tesi e una carogna addosso tale da far diventare acido un vaso da 20 kili di Nutella al soli sguardo. Mancano 6 ore e mezza a una delle giornate più importanti, professionalmente parlando - ma non solo - della mia vita. Risultato? Ripenso ai pasticci del mio anno passato, ai titoli di coda di un film chiamato 2011. Ci ripenso... Mi girano i coglioni. I titoli di coda portano a uscire dal cinema e tornarci soli per vedere un altro film. Mi sfogo con l'unica persona con cui posso concedermi il lusso di farlo. La faccia lumimosa del mio Note illumina mezza stanza, mentre io, al caldo nel letto nonostante la finestra spalancata con 4 gradi sotto zero fuori, mi sbatto dentro ai timpani un po' di techno-trance, sai quella bella tosta... Musica europea. Quella che quando metto su in macchina in tanti mi guardano storto. Anche se non me ne frega un cazzo. Volume a manetta e sms a palla. Le 2.59. La stessa canzone sará giá suonata 19 volte perchè sono troppo pigro per togliere il repeat-track dael lettore. Ma musica+sms spesso sono adrenalina. Carica. Violenta. Forte. Decisa. Come mi serve. Come il mio cervello vuole e chiede. Si... cazzo sto meglio. Domani farò un qualcosa di splendido. Mi metterò ancora una volta alla prova, rischiando. Osando. Da totale ignorante. Con la faccia da culo di chi non ha niente da perdere e tanto se non tutto da guadagnare. Tornerò a casa... Sará andata da schifo. Ma guarderó in faccia me e chi mi avrá aiutato anche soli con un sorriso. Con uno smiley o con una critica. Con un vaffanculo o un applauso. E dirò ancora una volta, tra me e me... Che è ora di continuare a crescere senza mollare... Anche grazie a chi mi aiuterá e sopporterá. Perfetto. Il sogno unito all'ascolto. Sotto alle coperte. Ma poco: il granfe display del mio Note incomincia a mugugnare "Batteria scarica". Forse lo è anche la mia. O forse no. Non lo sará mai. Almeno finchè le mie chiappe scalderanno questa lieve terra. Anche se è giunta ora di spegnere tutto e fare nanna. A oggi vita mia. Ti prenderò a calci in culo e anche se non vincerò pazienza. So che il suono della musica che ho nelle orecchie sará la stessa melodia con cui combatteró. Anche grazie a chi gli sms, alle 3 e 10 continua a mandarmeli per evitare che anche una sola nota di quella melodia possa storpiarsi. Buonanotte gente. Il mio delirio è appena iniziato. Al prossimo film.
Ormai quei pochi aficionados che mi conosono e che sanno chi sono, sono altrettanto abituati a capire che il blog, in fondo, lo aggiorno quando cazzo mi pare e quando me la sento. Morale, sono le 4.20 di domenica mattina, ogni individuo civile proverebbe a dormire, visto che è a casa e ha il letto a mezzo metro dalla poltrona. Io no. Mi girano i coglioni. E la cosa che me li fa girare? Beh, non la so manco io. Certe volte la chiamo malessere, altre insoddisfazione, altre rassegnazione. O forse è solo stanchezza, è solo l'inconscia voglia di andare a buttare la mia tenera faccia da pirla sopra al cuscino e aspettare domani mattina per stare meglio. Tanti discorsi, troppi, troppe parole, troppe frasi, cui poche volte corrisponde una restituzione concreta dal vivo di ciò che mi aspetto. Forse sono un illuso: tante volte mi aspetto che una persona mi dia delle dimostrazioni chiare e concrete di ciò che dice, ma mi rendo conto che spero troppo. E chi vive sperando muore.... Ecco, ci siamo capiti.
C'è stato chi mi ha chiesto perchè, esattamente 9 mesi dopo la mia sberla presa con amici ed ex fidanzata, sia cambiato. Sia chiuso, non parli più. Perchè? Boh, certe volte ci rimango ancora più male, perchè è tante volte più facile dare giudizi, sparare coltellate pretendendo di sapere di tutto e di più, piuttosto che usare un'arma che purtroppo capita manchi pure a me. Si chiama pazienza: pazienza nel voler sentire, pazienza nel voler capire, pazienza nel voler aiutare, pazienza nel voler dimostrare. Pazienza, insieme a voglia di fare, a coraggio, a determinazione. Una scaffalatura completa di sostantivi, che in una sola parola posso far capire quello di cui ho bisogno adesso e che sento davvero poco: fiducia. Tante volte mi apro, dico ciò che penso. Poi sul più bello, trak. Siamo punto e a capo: sono un bambino, sono qui, sono là, non ho voglia di fare niente. Ok, accetto e condivido ogni genere e forma di critica, ma ne ho pieni i coglioni di dover spiegare al mondo intero che anche se mordo (Troppe volte), se rispondo male (altrettante) ho un cuore pure io, e tante volte fa acqua da tutte le parti senza che nessuno se ne accorga. O forse senza che qualcuno se ne voglia accorgere: sono stanco di star male sempre per le stesse cose, di soffrire sempre per le stesse sparate e di trovare persone che prima che fermarsi a farmi capire "tu sei matteo" hanno solo da trovare difetti, problemi e sputarteli in faccia con un veleno in quantitativo tale da annientare ogni tua vana speranza di costruirti un po' di autostima. In fin dei conti cosa chiedo? Di vedere che i miei sforzi non vanno nel cesso, e che quando faccio bene qualcosa un "bravo" non fa male, un messaggio carino neanche, un abbraccio o un bacio neppure. E invece, è comoda fare catastrofi quando sbaglio, ma quando sbagliano gli altri se apro la bocca io c'è sempre da discutere, da ribattere. Quando sto male io e chiedo qualcosa, spesso c'è da discutere. Mi sento un oppresso: in fin dei conti cosa chiedo ben di male al mondo intero? Di essere accettato per ciò che sono, con i miei pregi e i miei difetti. Ma tante volte mi sembra che contino tanto, troppo i miei difetti e che mi taglino le gambe nonostante gli sforzi che provo a fare per far capire chi sono. Boh, mi sento, chiuso... Dentro la scatola, come quella canzone là, di chi era... Mondo Marcio. Voglio essere libero e staccare la spina da certe cose, da certi fastidi. Ma più ci provo più le cose vanno all'opposto, più mi girano le balle, più non ne esco. E che cazzo. E adesso che sono le 4.33, che ho ancora più sonno e sono ancora più stanco, beh vi saluto e me ne vado a.... dormire.
Passeggio nel dopo - pranzo per tornare a lavoro. E guardo a terra, le mattonella rosa sporche del marciapiede che da casa mia mi porterà nel luogo che è ormai la mia prima casa. A ogni mattonella non faccio altro che ripetermelo. Come da titolo: sono un deficiente. Sì, mi do del deficiente da solo, e questa volta non per scherzo o perchè ho voglia di farmi un po' prendere per il culo. Me lo dico davvero, perchè non posso definirmi altrimenti per quello che, in fin dei conti, mi sono fatto da solo. Sono un deficiente perchè solo un deficiente può farsi (e fare) del male, tentando invece di fare del bene. Mi spiego meglio.
Partiamo dal presupposto che ogni persona che conosco penso, e spero, che non abbia mai problemi nel dirmi le cose in faccia. Continuiamo con il fatto che, se mi sento dire da più di un individuo che sono diverso rispetto a un anno fa, mi aspetto e pretendo quantomeno un minimo di spiegazioni. Risultato: nessuno è riuscito a spiegarmi per davvero che cosa voglia dire la frase "sono cambiato". Eppure tutti, dal primo all'ultimo, chi più, chi meno, me lo hanno ribadito.
Sono quasi 10 anni ormai che la vita del sottoscritto è cambiata. E' cambiata da un'adolescenza abbastanza merdosa, passata con persone che speravano di cambiarmi a loro modello e piacimento in gusti, carattere e via dicendo, solo per farmi sentire... "accettato". Una cosa in cui non mi vedevo, perchè io sono fatto a modo mio. Chi mi conosce, purtroppo o con piacere, questa cosa la sa bene. Quale il risultato? Ho iniziato ad aprirmi, a parlare di me stesso al mondo, e l'ho fatto inizialmente grazie a un pc, capendo che in fin dei conti, non facevo così cagare come alcuni mi avevano fatto credere fino a poco tempo prima. E sono diventato quello che sono, quello che penso - e spero - di essere tuttora. Dicevo, da un po' di tempo a questa parte, alcune tra le mie persone più care sono state male per atteggiamenti dovuti a me. E io, che da 10 anni a questa parte ho deciso di dedicare una parte della mia testa a capirmi, a studiarmi, a trovare un modo per migliorarmi, dentro di me proprio non ho capito dove fossi cambiato. Essere capo di un giornale porta inevitabilmente ad avere meno tempo libero, e tanti casini per la testa. Ne sono consapevole, ma ho sempre cercato di fare per gli altri 150, sia che fossi uno studente, sia che fossi un giornalista.
"Sei cambiato".
La mia tortura. Questa frase rappresenta la mia tortura degli ultimi tempi.
"Sei cambiato"
E tra me e me ogni volta a ripetere...
Ma cosa sono cambiato, che sono sempre la stessa persona.
E se a dirlo è una persona di cui sono innamorato perso da 2 anni e mezzo, facciamo 3, insieme ad altre con cui ho condiviso gli attimi più disparati della mia vita, qualche domanda, anche stupida, me la sono posta e me la pongo anche adesso. IN cosa sono cambiato? Boh. Dentro di me ho sempre avuto la stessa predisposizione per gli altri alla disponibilità, ad aiutare, ad ascoltare sfoghi e quant'altro senza se e senza ma, perchè è così che decisi di essere qualche anno fa ed è così che voglio rimanere per tutta la mia vita. A ribadirlo adesso a qualche persona (più di una) mi ha guardato con la sua faccia a punto di domanda per dirmi... "Ma non mi sembra". E Da qui le mie miriadi di incazzature varie, con me stesso, con gli altri e tutto il resto. Dov'è che la gente mi vede cambiato se dentro di me io mi sento uguale?
Non ci arrivo proprio, sarò scemo ma non ci arrivo proprio. Il più delle volte ho fatto la figura dello scemo. Spiegatemi in che cosa sono diverso. Difficile trovare qualcuno pronto a una risposta vera... "Sei distaccato, fuggente" e via dicendo. MOrale, io non mi vedo proprio così, perchè dentro mi sento lo stesso di prima. Finchè in questi giorni qualcosa è cambiato: ho visto finalmente la verità dei fatti, e i tanti miei "fastidi" creati sono venuti alla luce. Tante piccolezze, che io non avevo considerato non perchè non fossero degne di nota, ma perchè ho sbagliato il modo in cui le ho gestite.
In primis, ho fatto tante cose senza parlarne con nessuno, forse per la mia voglia di starmene in piedi da solo e di far stare in piedi gli altri senza creare loro dei casini, cosa che invece ho puntualmente combinato.
Tante volte avrei voluto farmi una cenetta romantica con la mia ragazza, ma tante volte, preoccupato dal suo lavoro (di m...) ho preferito uscire normalmente tutti insieme, perchè pensavo che si sarebbe sentita poi male all'idea di dirmi di tornare presto a casa, non godendoci appieno la serata.
Tanti mi hanno detto che non ho più voglia di organizzare di qua e di là.. Ma non voglio creare nè mettere a disagio qualcuno perchè troppo lontano, perchè qui e perchè là. In sostanza, la mia testa è andata avanti a lavorare per i cazzi suoi, a lavorare per far star meglio gli altri, o almeno così io credevo, con il risultato che senza parlarne, ora mi ritrovo senza la persona che più amo su questa terra e con un ascco di amici che mi vedono diverso da una persona che in realtà sono. TUtto perchè ho costruito un palazzo di 14 piani e al posto che farli vedere uno a uno, discutendone e cercando di capire se fossero davvero giuste le scelte che facevo, conbinto della mia buona fede e del fatto che fosse giusta questa situazione, ho chiuso tutto in un bunker, che rispetto a quella che fino a qualche mese fa poteva essere una modesta palazzina di periferia, adesso fa letteralmente cagare al mondo intero. E chi c'è dentro (io), sono l'unico a sapere che la palazzina in realtà è la stessa, ristrutturata e riammodernata, di qualche mese fa. Qui si spiegano le mie incazzature, i miei nervosi e tutto il resto alla fatidica bastonata "Sei cambiato". E di questa cosa me ne sono reso conto adesso, facendo un raffronto lavorativo, dove questo modo di ragionare che ho, al posto che nasconderlo, l'ho esternato con persone che non conosco e che invece me ne sono state grate. Pensate un po' voi a quanto sono deficiente. E adesso?
Vai a farlo capire al mondo che non sono cambiato di una virgola da prima, ma che al posto che fare del bene, cercando di fare del bene ho combinato un sacco di casini allucinanti, che mi stanno facendo perdere tutto quello che ho di più prezioso.
Si gente, sono proprio un deficiente. Con la D maiuscola. E me ne pento, come mi pento di tutti coloro che hanno sofferto per queste cose, non volute, che ho combinato. VI prego, solo una cosa: non l'ho fatto per fare del male o per sembrare eegoista o menefreghista... Mi sono persino sbattuto troppo saltando una cosa essenziale. E se ho fatto del mae a qualcuno... Beh, spero che mi perdoni, in ogni modo e natura.
Passano sempre decine,centinaia di giorni. Ma poi ci sono quei momenti in cui scriverenon èun piacere, non è un bisogno, ma è una necessità, un qualcosa di inequivocabilmente capace di sfogarti, di scaricare dentro ai tasti che ticchettano la tua adrenalina o i ltuo nervosismo, la tua energia e la tua voglia di spaccare tutto. Non so perchè stia, non ne conosco la ragione. Ne sento il bisogno, come qualche anno fa, come una liberazione, come una voglia di qualocsa che mi manca da tanto, come una boccata d'ossigeno. ll tutto con m2o che diffonde trance a palla. La musica che mi rianima, che mi riaccende, forse il ritorno a qualche anno indietro, a quando vivevo qualche problema in meno di adesso con l'unico problema di non rendermene ancora conto, forse troppo pirla per capirlo, come tutti, come la marea di fanciott che ci sono i ngiro adesso, che ho visto ancora sabato in discoteca, senza se e senza ma, diversi da me alla loro età, ma felici di ballare e sentire la stessa musica, più o meno, che sto sentendo io adesso. Mi manca l'estate, mi manca essere un condottiero, mi manca avere le cose come dico io, mi manca tanto e tutto, ma non mi manca la voglia di andare avanti e di riprendermelo, con al fianco la gente a cui tengo, vicina o lontana fisicamente che sia. E nel sottofondo uno zufolo e un basso mi accompagnano in un viaggio che mi entusiasmerà.
Mentre questa calda estate si avvia alla conclusione vi racconto un simpatico episodio che mi ha visto protagonista con la cara vecchia mamma TIM. Quest'estate, visto che andavo al mare e avevo bisogno di collegarmi ad internet, ho pensato di attivarmi la Maxxi Alice Unlimited, tariffa che a 40 euro ti permette di avere 400 ore di navigazione mensili. Vado al centro Tim di Piazza Garibaldi, dove tutto convinto attivo la promozione. Arrivo a casa e mi collego, funziona. I signori in questione però si dimenticano di dirmi al momento dell'attivazione di stare attento a una cosa: la tariffa vale solo da un apn, ibox.tim.it. Peccato che sul mio telefono, beata ignoranza la mia, ci sia pure il profilo tim wap, che usa apn wap.tim.it . Passa qualche giorno e devo andare fino a Caserta per seguire la mia amata squadra del cuore: continuo a collegarmi, ignaro del fatto che da wap.tim.it ogni megabyte scaricato dalla rete è una stangata di 2 euro sulla mia povera sim. Verso l'1 del pomeriggio comincio a notare instabilità di collegamento, sia dal pc (col quale invece usavo l'apn giusto tra l'altro), sia dal cellulare: mi muore la linea dopo appena 5 minuti che è iniziato l'incontro tra Real Marcianise e Alessandria. Se non è crollato lo stadio Pinto sotto le mie bestemmie non so se crollerà mai. Chiamo il 119 incazzato come una iena, dove mi sento dire dalla povera malcapitata del call center di turno che non posso fare altro che ricaricare.. Già, ho finito i soldi. Italia Uno. Mi arrangio come posso a fare gli aggiornamenti della partita (qualcuno si merita una statua...), poi esco dallo stadio. Bancomat, ricarica di euro 30. Niente, continuo ad essere sottozero. Ormai lascio perdere, il giorno dopo so già dove andare. Passa un giorno, altra ricarica da 5 euro: il telefono non c'è cazzo che tenga, è sempre sotto zero. Chiamo il 119, mi faccio dire di quanto sono sotto: 22 euro, il che significa che visto che ne avevo 10, la tim ha continuato a succhiarmi dei soldi per la bellezza di euro 62 circa. Ora, a me sta bene tutto, ma andare al centro Tim e sentirmi dire che "Eh se hai sbagliato la configurazione e sei andato sotto credito, non ci puoi fare niente: la tim non ti blocca il traffico, perchè sono stati alcuni clienti a chiedere che si possa continuare a navigare anche se si va sottozero di parecchie decine di euro". Rimango sconvolto. Cioè ma chi è il pazzo maniaco che può essere felice di vedere il suo credito che crolla a suon di 2 euro a megabyte senza che se ne accorga? Alla Tim mi dicono pure "consolati, c'è gente che va anche sotto di 200 euro". Alla faccia della politica di mantenimento della clientela (cliente tim da 10 anni, NdR). Spulcio come al solito su internet per vedere se c'è un modo per farmi almeno rimborsare quei -22 euro che fanno compagnia alla mia sim. Scopro che c'è un modo: basta inviare un fax con richiesta firmata, in allegato a motivo, codice fiscale e carta d'identità per riazzerare il credito, cosa che si può fare una volta nella vita della sim card. Bingo. Ci provo, faccio tutto, invio al numero specificato, che non mi ricordo quale sia, risultato: errore di linea. Sarà che il 4 agosto magari, i signori della Tim sono in ferie, fatto sta che ci provo 4 volte poi capisco: è inutile, ci perdo di più in tempo che a farmi una ricarica nuova. Risolta la questione parto per il mare, dove la mia linea regge alla perfezione per alcuni giorni. Di botto, verso il 20 agosto, comincio ad avere problemi: sia con il telefono che con una chiavetta, se la rete a cui sono collegato è GPRS/EDGE, la linea c'è e navigo (oddio, è una parola grossa, 10KB/s...), ma appena passo in modalità UMTS/HSDPA nè telefono nè pc vogliono saperne di navigare. Passa un giorno o due, dico, sarà la rete. Ma la rete è sana, perchè se no mia cugina, sim uguale alla mia posta nella stessa posizione geografica della mia, non potrebbe navigare. Comincia la telenovela con il 119, durerà 9 puntate e 5 giorni. Ottengo risposte più che variegate: "Non ha il pc configurato bene", "Dobbiamo fare dei test di connessione", "Le resettiamo la linea". Dentro di me si anima un sospetto: magari si è fottuta la sim, visto che al momento di connettermi da PC, su rete UMTS rimane fissa la scritta "Proiezione del computer sulla rete in corso" seguita da errore 619. Magari la rete non mi riconosce la scheda e non mi autentica per navigare. Vado pure alla Tim del posto dove sono in vacanza, dove mi dicono di rompere le balle al 119 in modo minaccioso : altre due o tre telefonate con reset di linea e qualche volta comandi strani che possono sempre venire utili, finchè non mi rompo le palle di aspettare e vado per la mia strada: cambio la SIM. Neanche il tempo di uscire dal centro Tim con la scheda nuova, presa al costo di 10 euro, che il telefono si collega e il pc pure. E il tutto si conclude con 100 euro praticamente buttati nel cesso e con un bel vaffan......
Parto da un principio semplicissimo: sono veramente incazzato. Si, incazzato perchè ogni volta che succede qualche casino grande, realizzo che il nostro Paese è un Paese da terzo mondo, altro che da G8. Sì, perchè in un Paese dove prima di tutto viene l'interesse verso il bene comune dei cittadini e del popolo che lo abita, una Costituzione (che a detta di tanti è la migliore al mondo) viene fatta RISPETTARE quando le normative in essa presenti parlano di rischi di tipo idrogeologico o sismico. Cosa che invece dalle nostre parti non avviene. Ma intanto, figurati se si verifica qualche casino. Ma figurati se al Nord escono il Po, o il Tanaro (foto di venerdì scorso, fiume in piema dopo neanche 2 giorni di pioggia....), o la Dora Riparia. Coglione io che tutte le volte che piove mi faccio un giro sui ponti a guardare che il simpatico rigagnolo straripato 15 anni fa non giochi di nuovo qualche brutto scherzo. Figurati se nelle zone d'Italia contrassegnate come ad alto rischio sismico si verificherà qualche terremoto. Ma chissene frega, al diavolo tutte queste cose: costruiamo al risparmio, non modernizziamo le strutture dove abitano le persone comuni, tanto se succede qualche macello in mezzo ad una città di 60000 abitanti ci crepano loro, è mica Roma dove una volta che si alza il Tevere al TG ci dedicano 4 servizi per una settimana (venitevi a fare un giro nel Nord Italia a novembre o aprile, così capite cosa vuol dire...). In sintesi: sono incazzato perchè tanta gente è ignorante e sottovaluta la natura e ciò che può fare, cosiccome tanti politici, che oltre ad essere ignoranti e a non prendere in esame i rischi che la natura comporta sono totalmente incompetenti. Perchè mi sta bene che un terremoto provochi danni, che ci scappi qualche morto. Ma così no. Non ha senso. Rivedendo le immagini in televisione e su internet, mi chiedo come sia possibile lasciare un Paese pieno di vulcani come il nostro situato sul bordo di una faglia, totalmente privo delle precauzioni necessarie a prevenire disastri come quello dell'Aquila di 2 giorni fa. In Giappone quando si verificano questi disastri rimane quasi tutto in piedi. Perchè qua non è così? Guardate la carta sismica (foto prelevata dal sito www.stazionemeteoolmeno.com)
e ditemi com'è possibile che in una zona tra quelle a più alto rischio sismico d'Italia non rimanga in piedi praticamente una casa, ci siano più di 200 morti e quanti? 70? 80? 90 mila sfollati (è come se tutta Alessandria fosse senza casa..). Mi sono rivisto in quella povera gente, lasciata senza una vita e senza i propri cari come accadde a noi nel 1994.. Allora si poteva fare qualcosa per prevenire, ma nessuno mosse un dito per provare a dire, ad aiutare, a far capire. prima che il disastro si verificasse. Tanti non vogliono capire che la natura fa quello che ne ha voglia e non si ferma alle leggi dettate dall'uomo: è l'uomo che deve ubbidire alla natura, e noi bipedi tardiamo a capirlo.. Tanta gente non sa neanche cosa siano le prove di evacuazione (quando dalle nostre parti ci fu l'ultimo terremoto, se non erro era il 2004, ero a scuola.. Appena si mise a muovere l'edificio, come dicono le normative di sicurezza in caso di eventi di questo tipo, mi fiondai sotto un banco.. Risultato? Dei miei compagni non ce ne fu uno che non si mise a ridere.. Questa è la cultura nella gente di oggi in una città dove queste cose vennero ripetute in maniera assidua dopo l'alluvione di qualche anno prima..). Disastri come a Casale e in Valle D'Aosta nel 2000, come il terremoto nell'Umbria, come l'alluvione di Sarno, come l'eruzione dell'Etna sul quale ci hanno costruito gli impianti sciistici e gli chalet, come quello che si potrebbe verificare a Napoli se si risvegliasse il Vesuvio, sono imprevedibli.. E proprio per questo bisognerebbe prevenirsi per evitare poi che la frittata sia fatta quando è già troppo tardi.. L'altro ieri mi sono rivisto negli abruzzesi, tanta gente che non sa più cosa fare, dove andare, chi cercare. Tanti hanno fatto polemica per la prevedibilità o meno dell'evento. Risposta: ma chissene fotte! Se da un giorno all'altro avessero previsto una cosa del genere le case non sarebbero rimaste comunque in piedi.. Si sarebbe salvata qualche vita in più forse (o forse no, tante persone in questi casi non essendo pronte si fanno prendere dal panico), ma dove si sarebbe rifugiata tutta questa gente? Il punto è che se le case non erano a norma andavano ristrutturate, e quelle nuove andavano costruite con i criteri adeguati, con l'aiuto dei soldi dello Stato magari..! Invece i cari politici (locali e nazionali) pensano prima a stipendi, poltrone e litigi mediatici piuttosto che alla sicurezza e al benestare dei cittadini che li pagano e li eleggono! E qui al Nord, la situazione è uguale.. I fiumi ogni tot anni straripano.. Tutti a piangere, solidarietà della tv e di tutti i grandi che ci governano, tanti esperti che dicono che il clima sta cambiando, blablabla. Ma cosa si fa per prevenire, per mettere in sicurezza? Poco o niente! Fatevi un giro lungo il Tanaro, se quello è un fiume pulito dai detriti e dove si è fatto il possibile per prevenire le esondazioni io sono Padre Pio! Che ci risistemino la nostra amata Italia, altro che ponti sullo Stretto nella zona più ad alto rischio sismico d'Italia e altre puttanate varie! Sono stufo di vedere le stesse facce di non dico cosa che parlano e perdono settimane e mesi sul caso Eluana o sulla Franzoni, vado a votare per dei politici che dovrebbero fare i miei interessi e non i propri.. SVEGLIATI ITALIA!
Dedicato a tutte le persone che continuano a girarci alla larga per principio.. Il video è realizzato da ictv, tv web dedicata alla tecnologia.. http://www.ictv.it/